Ritenute IRPEF per gli appalti:”Il DURC fiscale”

Il decreto fiscale 2020 (D.L. n. 124/2019) introduce l’obbligo, dal 1° gennaio 2020, per le aziende committenti che appaltano (o subappaltano) il compimento di opere e servizi con l’utilizzo intensivo di manodopera e con un valore superiore ai 200.000 euro all’anno, di richiedere all’impresa appaltatrice (o affidataria e alle imprese subappaltatrici) copia delle deleghe di pagamento relative al versamento delle ritenute fiscali dei lavoratori impiegati e un elenco nominativo degli stessi.

Nella risoluzione n. 108 del 23/12/2019, L’Agenzia delle Entrate ritiene che la previsione normativa trovi applicazione con riferimento alle ritenute operate a decorrere dal mese di gennaio 2020 (e, quindi, relativamente ai versamenti eseguiti nel mese di febbraio 2020), anche con riguardo ai contratti di appalto, affidamento o subappalto stipulati in un momento antecedente al 1° gennaio 2020. La quantificazione dei versamenti distinti per ciascun committente (e quindi della retribuzione corrisposta al dipendente in esecuzione della specifica opera o servizio affidatogli e conseguentemente della relativa ritenuta operata), va effettuata sulla base di parametri oggettivi (come ad esempio sulla base del numero di ore impiegate in esecuzione della specifica commessa).

Il versamento delle ritenute è effettuato dall’impresa appaltatrice o affidataria e dall’impresa subappaltatrice, con distinte deleghe per ciascun committente, senza possibilità di compensazione.

Nella risoluzione 109 del 24/12/2019, l’Agenzia delle Entrate per consentire all’impresa di effettuare i versamenti indicando nel modello “F24” il codice fiscale del committente a cui si riferiscono, ha istituito il codice identificativo “09” denominato “Committente”.

La novità introduce un appesantimento amministrativo che comporta la verifica mensile di tutte le ritenute fiscali relative ai lavoratori mensilmente utilizzati nelle opere e nei servizi commissionati. Le possibili conseguenze sanzionatorie possono arrivare fino al 50% dell’ammontare della omissione o della evasione operata dalle imprese della filiera.

Tali rischi possono essere eliminati rivolgendosi ad “imprese affidabili” che, secondo il D.L. n. 124/2019, si caratterizzano per la presenza dei seguenti requisiti:

  • Risultino in attività da almeno tre anni,
  • siano in regola con gli obblighi dichiarativi
  • abbiano eseguito nel corso dei periodi di imposta alle quali si riferiscono le dichiarazioni dei redditi presentate nell’ultimo triennio, complessivi versamenti registrati nel conto fiscale per un importo non inferiore al 10% dell’ammontare dei ricavi o dei compensi risultanti dalle dichiarazioni;
  • non abbiano iscrizioni a ruolo o accertamenti esecutivi o avvisi di addebito affidati agli agenti della riscossione relativi all’IRPEF, all’IRAP, ed alle ritenute ed ai contributi previdenziali non superiori a 50.000 euro, per i quali i termini di pagamento siano scaduti e siano ancora dovuti o non vi siano provvedimenti di sospensione, con la sola eccezione di somme oggetto di piani di rateazione in corso.

 

La certificazione dell’affidabilità delle imprese sarà rilasciata dall’Agenzia delle Entrate che emetterà una sorta di “DURC fiscale”, con validità pari a 4 mesi dall’emanazione: esso scaturisce dalla verifica della sussistenza contemporanea dei requisiti sopra evidenziati e andrà consegnato al committente in sostituzione delle deleghe di versamento e delle indicazioni, particolarmente precise e puntuali, che riguardano i lavoratori impiegati direttamente nell’appalto, nel subappalto o nell’affidamento.

 

I vantaggi dell’affidabilità fiscale

Il possesso del certificato fiscale consente alle imprese della filiera:

  • Di evitare il divieto di compensazionenei versamenti delle ritenute da reddito di lavoro od assimilato e di effettuare tanti versamenti, distinti per dipendente, con tanti F24 relativi ai vari committenti;
  • Di evitare la compensazione con i contributi previdenziali, assistenziali ed assicurativi, maturati nei confronti dei dipendenti;
  • Di evitare il blocco dei pagamentida parte del committente (fino a concorrenza del 20% del valore complessivo o dell’ammontare delle ritenute non versate) in presenza di omissioni che, talora, possono essere meramente documentali (trasmissione incompleta dei dati riferiti ai lavoratori impiegati direttamente nella esecuzione di opere e servizi).

 

Per l’operatività del “sistema Durc” si attende una nota dell’Agenzia delle Entrate finalizzata a chiarire le modalità di richiesta e di rilascio del provvedimento.

 

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