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LE NUOVE LEVE CHE ATTRAGGONO TALENTI NELLE AZIENDE

Ormai oggi giorno se vuoi attirare dei talenti devi dare loro qualcosa di più, qualcosa che il Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro non può più garantire. Stipendi sempre troppo poco in linea con le esigenze dei lavoratori

che ormai non guardano solo alla liquidità, ma anche al clima aziendale, alla formazione e al benessere che può questa garantire, in quanto il tutto influisce sulla vita privata e famigliare degli stessi. Ecco, perchè se vuoi che i talenti bussino alla tua porta devi saper valutare cosa la tua azienda può offrire loro.

The Adecco Group ha realizzato una Survey sull’azienda ideale, «l’azienda dei sogni» intervistando un campione estremamente significativo di candidati (oltre 3000) e responsabili delle Risorse Umane. I risultati vanno a evidenziare come il personale non stia collaborando alla realizzazione di un sogno.

Infatti alla domanda «lavori nell’azienda dei sogni?» Ben il 70% degli intervistati ha detto di NO. È stata rivolta una domanda ai responsabili delle Risorse Umane chiedendo loro di indicare il «punto debole» della loro azienda e sono emersi i seguenti dati:

  • le carriere bloccate
  • il poco spazio alla crescita personale (31,1%),
  • seguito a grande distanza dal riconoscimento economico (stipendi bassi rispetto alla media per il 15,3%)
  • da scarsi o inesistenti benefit per i dipendenti (14,1%).

 

“Ma allora cosa cercano i dipendenti di OGGI?” il Benessere aziendale è al primo posto.

Da varie ricerche effettuate risulta che il bisogno di welfare da parte dei dipendenti/collaboratori cambia lungo il ciclo di vita del dipendente:

  • a 20 anni sono più richiesti i servizi salva tempo;
  • a 30 anni flessibilità oraria;
  • a 40 campus estivi per i figli oltre che a nidi e scuole di vario grado;
  • e a 50 anni e oltre, servizi di assistenza degli anziani.

Un’ampia gamma di servizi welfare proposti è una delle più forti leve di attrazione che un’azienda possa mettere a disposizione. Oggi l’esigenza di benessere organizzativo casa/lavoro e di essere messi al centro, sono sentiti trasversalmente alle generazioni. Anche la Generazione Z mette al centro il proprio benessere e la salute come elemento chiave della propria felicità, tanto che le ambizioni di lavoro di questa generazione sono molto legate ad un ambiente di lavoro inclusivo e innovativo.

Qui le risposte sono diverse per candidati e responsabili Risorse Umane. Per i primi, l’elemento più importante è la possibilità di crescere e di fare carriera (25,5%); mentre per i secondi conta maggiormente la possibilità di esprimere il proprio talento.  Altro elemento che i dipendenti vorrebbero nell’azienda dei sogni è il «clima aperto e collaborativo»; mentre la «flessibilità di orari e luoghi di lavoro» è più importante per i responsabili delle risorse umane. Infine per la stragrande maggioranza dei candidati (oltre l’83%) è fondamentale lavorare in un ambiente collaborativo che consenta di lavorare in modo sereno; mentre per il 74% sono importanti elementi come innovazione, tecnologia, digital transformation.

 

Ma in che modo il Welfare può trattenere i migliori talenti?

L’intervento governativo, che ormai nel 2016 ha reso conveniente il ricorso a modelli indiretti di retribuzione, ha determinato la nascita del terzo pilastro dello stipendio dei lavoratori: il welfare.

Accanto a una retribuzione fissa (RAL) e a una variabile (RAV), si sta definendo sempre di più una retribuzione in servizi, che sono sempre più differenziate per quelle realtà che vogliono selezionare ovvero attrarre le persone migliori disponibili sul mercato del lavoro e ancora di più per chi vuole con loro una collaborazione duratura nel tempo.

Le migliori aziende Italiane che hanno attuato negli ultimi anni piani differenziati di welfare, investono per lo più in:

  • assistenza sanitaria (86%) con rimborso per lo più di spese mediche per farmaci e para-farmaci, per protesi oculistiche e dentali, ovvero le spese per le cure della fertilità
  • piani previdenziali (61%)
  • servizi in ufficio come bevande e snack gratuiti (76%);
  • servizi di accordi al benessere psico/fisico tramite accordi con psicologi e palestre (89%).                                                                                                                                                                                                    Ecco perché a seguito di analisi condotte dal Great Place to Work® Institute Italia risulta che 86% dei collaboratori di queste aziende innovative, dichiara di voler rimanere in azienda per un lungo periodo di tempo. Sempre secondo Alessandro Zollo CEO del Great Place to Work® Institute l’offerta prevede anche, un’ampia varietà di flessibilità temporali che ormai sono il vero cuore del lavoro agile:
  • part time
  • job sharing
  • smart-working (71%)

Elton Mayo, psicologo e docente alla Harvard Graduate School of Business, e ispiratore della corrente di ricerca Human relations muvement, già agli inizi del 1900 sosteneva che il coinvolgimento e la motivazione dei lavoratori sono un elemento di grande rilevanza per conseguire miglioramenti nella qualità del lavoro in azienda, per tanto il legame emotivo umano tra le persone e la capacità delle Aziende di risolvere almeno alcuni problemi con i collaboratori avrà come ritorno la fedeltà, la fiducia e la produttività.

 

 

 

 

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